A Caivano è avvenuto un nuovo caso di morte nell’edilizia: Salvatore Calignano, operaio di 61 anni e padre di due figlie, è deceduto poco dopo il ricovero in ospedale.
La moglie, Carmela Amura, ha ricostruito tra le lacrime gli ultimi momenti del marito, affermando che la mattina lui si era mostrato in buona salute e aveva riferito di dover operare su un tetto per la posa di una guaina impermeabilizzante. Il personale del 118, allertato da passanti, ha trovato Calignano a pochi metri dal capannone, disteso vicino a un albero su una strada periferica; il quadro clinico è stato immediatamente descritto come disperato per gravissime fratture multiple su tutto il corpo. Le lesioni riscontrate sono state qualificate come gravissime e compatibili con un possibile salto da un tetto.
Il legale di famiglia, Francesco Petruzzi, ha sottolineato che il personale del 118 ha riferito che Salvatore avrebbe dichiarato in extremis di essere caduto da una scala, circostanza che contrasta con la gravità delle lesioni e la natura dell’intervento sul tetto. I familiari denunciano omissioni e ritardi nei soccorsi, sollevando perplessità anche sul contratto di lavoro registrato pochi giorni prima del decesso; Calignano, infatti, era percepito come disoccupato fino al 30 settembre.